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Capitolo 1

Onde salate osano salire sulla spiaggia per poi, intimorite dalla sabbia torrida, tornare di fretta nel mare. Guardo il cielo. “Che bella giornata!”. Penso alle frasi belle ma stereotipate che a scuola usavamo per descrivere, uno più “poeta” dell’altro, questo insieme, questo ‘Yin’ e ‘Yang’ dello stesso colore: il cielo e il mare!
I movimenti del bambino che porto in grembo sono ormai sensibili… Cerco di indovinare se è la manina, il ginocchio oppure il piedino che mi tocca dentro e, intanto, la brezza del mare continua a scompigliarmi i capelli. Camminare diventa sempre più faticoso e decido di avvicinarmi alla riva, dove la sabbia è umida e i piedi non affondano più tra i granelli dorati. Ogni tanto le onde spinte dal vento mi toccano e la schiuma salata ammorbidisce la mia pelle e mi rinfresca dolcemente. Involontariamente penso a Dio e lo ringrazio con un piccolo movimento delle labbra per la vita che mi ha donato. Mi viene in mente il sorriso, il sorriso verde chiaro dei suoi occhi, dell’uomo che abita da ormai otto anni nel mio cuore e mi trovo a cercarlo in me. Sono la sua donna interamente e, adesso che porto nel grembo il suo secondo figlio, sono contenta e grata!
Sì, il secondo, perché il primo figlio che Dio ci ha donato è una femmina, una bambina speciale dagli occhi caldi e intensi. Ha i miei occhi, ha il mio modo di guardare il mondo a pupille ben aperte e con il sorriso sulle labbra. La amo immensamente e, forse, il mio cuore è troppo piccolo per l’amore che sento per lei. Questa bambina è la miglior cosa che la vita mi abbia donato, e tra pochi mesi riceverà un fratellino.

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La voce di Ioana è come il suono di un campanellino: «Mami! Guarda che bel sole! Arriva la primavera!».
Mi affretto subito nella sua stanza e la vedo ancora assonnata, con gli occhi socchiusi per proteggersi dal sole e coi capelli arruffati. Che dolce e bella, la mia bambina! Mi fa capire, tendendo le mani aperte verso di me, che mi vuole abbracciare ma non faccio in tempo a stringerla al cuore che salta giù dal letto. Corre con passi pesanti verso suo padre e gli dice, complice: «Sai, papi, che la mamma nasconde un fratellino nella pancia ma non ce lo dice?».
Ci guardiamo stupiti, sconcertati anzi, come due ladri scoperti in flagrante. Già da alcuni mesi desideriamo un secondo figlio e speriamo che questa volta sia quella buona. Annuisco facendo capire a mio marito che non ho mai parlato alla piccola della nostra speranza! Lui mi guarda e ride. La prende in braccio facendole il solletico e le chiede da dove abbia avuto quest’informazione. Lei ride e, sicura di sé, dice che lo sa e basta.
Spinta dalla curiosità e dalla ‘promessa’ di Ioana, decido in segreto di fare il test: che attesa dolce e amara… che attesa di speranza e di gioia! Uno, due, tre… cinque minuti… Guardo. Il cuore batte forte, tanto che lo sento nelle tempie. Positivo, senza ombra di dubbio!